Società Italiana per lo Studio dello Stroke

Lettere dai presidenti

Gian Luigi Lenzi (2000-2002)

Cari Amici,

terminato il mio biennio come Presidente della S.I.S.S., permettetemi qualche breve riga di sommario e commiato.   Peraltro il rischio dei sommari fatti dai Presidenti – uscenti é di essere agiografici e partigiani. Quello dei commenti, é di non essere sinceri.

Ho fatto quindi appello a tutti i peggiori lati del mio carattere di “maledetto toscano” per riportare questo sommario-commento ad un piano di franchezza e di obiettività che possa  essere anche di sprone a chi mi succede nella carica, sia a chi porta avanti un simile discorso culturale.

La ricerca scientifica, sia essa piu’ biologico-molecolare che applicativo-clinica, ha sempre vissuto in una continuità,  di guerre e schermaglie per la ricerca di visibilità, e attraverso queste, di fondi. Le invettive  fra i seguaci di Volta e di Galvani si erano ripetute secoli prima fra i seguaci di Galileo e di Aristotile e si sono ripetute secoli dopo fra Lloyd ed Eccles. Nihil novi sub soli. Il mondo dello Stroke non fa eccezione e chiaramente il gruppo di Neurologi che ha dato vita alla SISS lo ha fatto perché non si sentiva né rappresentato né rappresentabile dagli altri gruppi-società che facevano riferimento allo Stroke.

Cosi la SISS é nata ed é “entrata”sulla scena dello Stroke nazionale ed internazionale, ritagliandosi il ruolo di branca Italiana dell’European Stroke Conference, e di corrispondente per lo Stroke in Italia della European Federation of Neurological Societies, ed incrementando in Italia sia il numero di iscritti che il successo sia del Board of Qualification che del Congresso annuale, grazie anche all’opera di tutti gli amici del Consiglio Direttivo.

Abbiamo fin dall’inizio del nostro lavoro di gruppo, di portare avanti il discorso di chi opera realmente in prima linea nel mondo dell’ictus, dall’estrema periferia ospedaliera al centro iper-specialistico universitario , dalla piccola   sede accademica al maxi ospedale regionale. Abbiamo cercato di accogliere qualsiasi contributo, qualsiasi voce portasse un qualcosa di nuovo e di interessante, al di la di quei campanilismi e parrocchie che ci avevano reso  l’aria così poco respirabile.

Ma abbiamo anche cercato, e spero che presto sarà più compiutamente raggiunto, un sereno  colloquio e confronto con altre strutture e gruppi già presenti nel ruolo dello Stroke, e qui mi piace riconoscere l’aiuto  e l’appoggio di quanti ci hanno aiutato in tale senso.

Certo potevamo fare di più o farlo meglio. Nel buon italiano della mia città nativa diciamo che “chi non fa non falla”.

Ed allora é buon uso del comandante di una nave, dello skipper di una regata, prendere su di sé tutte le colpe per scelte non vincenti o tormentate, e dividere invece i successi con tutto l’equipaggio.

Equipaggio ben rodato e pronto e collaudato per gli anni futuri di navigazione, dove dovremo centrare un difficile obiettivo: crescere ancora, crescere di più, senza snaturare lo spirito e l’amicizia che ci hanno contraddistinto per i primi anni.

Spirito ed amicizia che portano anche a dirsi cose sgradevoli, a sottolineare verità che magari preferiremmo vedere meno evidenziate. Ma cosi si forma, si  forgia un gruppo.

A questo gruppo, a questa SISS, i miei migliori Auguri per il 2003-04, con lo skipper Virgilio Gallai ed i primi Ufficiali Giovanni Regesta e Andrea Tessitore.

Io… continuo a stare a bordo, pronto ad offrire consigli ed esperienza.


Virgilio Gallai (2002-2004)

Cari amici e colleghi,
ritengo che la nascita della Società Italiana per lo Studio dello Stroke sia stato un importante evento nel panorama scientifico e culturale italiano; ciò che è stato realizzato in questi anni testimonia che il progetto, condiviso inizialmente da pochi amici, aveva le ali per volare alto.

Sin dalla sua fondazione, il mio impegno umano e professionale per SISS non è mai venuto meno ed è quindi  un onore  essere l’attuale Presidente di una Società che ha contribuito a far cultura e ad innovare in ambito cerebrovascolare.

Ma c’è ancora molta strada da fare, molti muri da abbattere ed altri da costruire, molte ‘finestre’ da superare, molta acqua deve scorrere affinchè il ruscello divenga un fiume in piena.

Lavorare bene (‘good medical practice’) e condividere le esperienze fatte, pensare a quello che si fa stimolando la ricerca e la sperimentazione di nuove strategie, studiare contribuendo alla formazione degli operatori attuali e futuri: questi sono i valori della nostra Società e quelli che vorrei condividere con voi nei prossimi anni.

Nello specifico,  alcuni dei temi che ritengo particolarmente importante sviluppare sono:

  1. il messaggio che l’ictus è una emergenza neurologica e come tale dev’essere gestito in strutture dedicate e pronte ad accogliere 24 ore su 24 i pazienti;
  2. la precisa definizione delle caratteristiche e finalità delle Stroke Unit: a mio parere il concetto di Stroke Unit riabilitativa deve essere tenuto distinto da quello di Stroke Unit per l’acuto in quanto le basi fisiopatologiche e le competenze professionali sono completamente diverse;
  3. la ridiscussione del concetto di ‘finestra terapeutica’, che spesso induce a colpevoli ritardi di trattamento;
  4. il superamento della vecchia classificazione delle patologie cerebrovascolari.

Questi ed altri stimolanti argomenti costituiranno anche i temi del prossimo Congresso  (Perugia, 27-29 novembre 2003), a cui non sarà possibile mancare.

Un arrivederci a presto per percorrere insieme un’altra parte di strada (o di ruscello!) verso il successo terapeutico.


Andrea Tessitore (2004-2006)

Cari colleghi,
Sono due anni della mia presidenza alla Società; anni che ci hanno visto dapprima impegnati nel Congresso di Napoli e poi in quello recente di Bari organizzato con grande fatica dal Prof. Lastilla  (grazie Marcello).I commenti che mi sono giunti sono stati tutti estremamente favorevoli: mi piace ricordare le considerazioni di un neurologo che si esprimeva dicendo “Pensavamo che la SISS fosse finita con la morte di Gallai”,  invece è viva e vegeta non solo, ma ricca di giovani e meno giovani brillanti e scientificamente preparati: le relazioni ascoltate sono state di altissimo  livello .

A latere del congresso voglio sottolineare l’impegno della società nel promuovere e ripristinare la rivista ‘Il Giornale dello Stroke’, organo ufficiale della SISS, e del Trattato Italiano delle Malattie Cerebrovascolari, di prossima pubblicazione. Molti del consiglio direttivo vi hanno lavorato (Marini, Andreone, Di Piero, Paciaroni, Altieri); un particolare grazie, consentitemi, voglio esprimerlo alla Dr.ssa Cislaghi (Giuliana per tutti) e a Maurizio Paciaroni. Senza la loro opera la nostra produzione scientifica sarebbe stata scarsa o nulla.

A marzo 2006  è previsto  il Board organizzato quest’anno a Torino dal Dr. Giobbe (appuntamento  da non perdere  e che ci contraddistingue da anni) e , nell’ultimo Consiglio Direttivo, abbiamo incaricato il Prof. Comi di organizzare  a Milano il nostro VI^ Congresso Nazionale.

In questi anni ulteriori sforzi sono stati compiuti sul versante organizzativo societario; al riguardo l’Agenzia ‘Incontritalia”  ha avuto l’incarico di costituire il riferimento per tutti i soci e di gestire gli aspetti finanziari.In futuro servono nuove idee da parte di tutti, maggiore conoscenza e forse qualche incontro in più!
Nel salutarvi vi abbraccio e aspetto suggerimenti!!


Giuliana Cislaghi (2010-2012)
Negli ultimi dieci anni la Società Italiana per lo Studio dello Stroke è stata una parte importante della mia vita, umana e professionale; oggi è un grande onore per me esserne diventata il Presidente dopo straordinarie personalità quali Gian Luigi Lenzi, Virgilio Gallai, Andrea Tessitore, Giovanni Regesta e Vittorio Di Piero. Soprattutto da loro, ma anche da tutti coloro che hanno condiviso la nascita e la crescita della Società, ho imparato molto e li ringrazio sinceramente.
S.I.S.S. è una Società Scientifica che si occupa di malattie cerebrovascolari, costituita e portata avanti da persone per bene e coraggiose, intellettualmente oneste e libere, sempre disponibili ad un dialogo franco e costruttivo con tutti nel rispetto della propria ed altrui dignità, sempre e solo interessate alla cura migliore per i pazienti.
Purtroppo queste modalità comportamentali sono talmente anomale e desuete da creare diffidenza o paura , a volte astio o ironia. Ma io credo che questa sia la strada giusta da percorrere perché una società scientifica sia e rimanga credibile, non ve ne sono altre per andare avanti a lavorare serenamente. L’autoreferenzialità non ci appartiene, come non ci appartiene il servilismo.

Ci appartengono i dubbi, gli errori, ma anche l’intelligenza, l’idealità, la correttezza, la serietà , l’accoglienza , l’anticonformismo e, vivaddio!, un pizzico di trasgressione. Durante il mio biennio di Presidenza , che percorrerò insieme agli amici ed alle amiche del Direttivo, questi princìpi verranno saldamente ribaditi.

Abbiamo molte cose ancora da fare insieme prima che le malattie cerebrovascolari vengano sconfitte; e la S.I.S.S. ha voluto affidare al pragmatismo di una donna il tentativo di riuscirci. E io…speriamo che me la cavo!